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Cosa sognano i pesci rossi
"[..] mani che manipolano corpi, violano recessi, inseriscono sonde e cateteri nelle integrità altrui hanno ben poco a che fare con la vita. La vita è un'altra cosa. Semmai io agisco sulla sopravvivenza, ma neanche questo è poi tanto vero [..]"
-parole e titolo del libro sono di Marco Venturino-
Nel cosa farò da grande ...nei miei sogni di bambino, la professione del Medico non era certamente quella che spiccava tra i primi posti, anzi neanche gareggiava a metà, nel gruppone in lotta attenta a non finire tra le ultime. Era proprio una delle eventualità scartate a priori. Il corpo umano era qualcosa d'incorruttibile, e a me piacevano solo il viso e le mani, il resto era (ed è) un disegno scheletrico per manifesta incapacità rappresentativa. Il corpo è solo uno schizzo composto da cinque segmenti, tipo bambino Graziello: un segno verticale e dritto per il busto ...quattro stecche inclinate per le braccia e le gambe. Niente tette, niente sesso, piedi, caviglie, polpacci, lato b, c etc. Niente, solo dettagli per gli occhi, i capelli, di colore, del naso, i suoni e la forma delle orecchie. Percezioni del calore di una mano, della lunghezza delle dita affusolate e del sapore delle labbra rosse. Un mondo adolescenziale popolato solo da visi e volti come quelli di Oliviero Toscani: l'intero mondo ruvido racchiuso in pochi fottutissimi e fortissimi dettagli.
Tra le pezze di una pigotta, nei miei sogni, io avevo una professione tutta mia, mai esistita: il disegnatore di forme astratte per contenuti vuoti. Ma che vuoi farci la vita dispone i tuoi fatti diversamente da come li hai sognati, auspicati e programmati e lo fa in modo così certosino che lo scovolgimento è pari al dettaglio. Iniziano i primi tagli e la frequentazione sempre più assidua delle sale e delle corsie, popolate perlopiù da persone bianche, azzurre, verdi e rosa. Con i fiocchi sui vetri, i telini macchiati e il caffè bollente sorseggiato in astanteria, senza neanche dirlo...aspettando un tempo che poteva sembrare infinito.
Per un po' riesci ad avere il controllo, ma è solo per caso, per un fortuito caso. Alla fine, pieno di felicità, finisci per portarti via, a casa, una di queste professioni davvero emo. In carne, ossa e sangue. Così mi ritrovo a pensare che la quasi totalità delle persone e amici che conosco e frequento ha a che fare, per mestiere e passione, con un pezzo di se, se non addirittura con un intero generico apparato del proprio corpo. Il manichino si ricompone in tutti i suoi pezzi e per il quale ognuno porta il suo. ...professionisti in tutte quelle mansioni scartate da bambino, appunto. Mi piacerebbe leggerci un segno, una sorta di divinazione in questa casualità, ma non credo che ci sia realmente ...so solo che l'ho scampata bella.
Invece nel mio lavoro inciampato per caso, io il corpo umano non lo vedo neppure se appare per sbaglio in un monitor, e gli scenari non sono certo quelli della Terapia intensiva, tipo ER o Resuscitation. Tra le mura domestiche il discorso è diverso, tornano le malformazioni i riflessi mancati. Un pezzo di mondo diventa il reparto, l'oss testa di picino la protagonista del momento, c'è l'Apgar, lo sfigmomanometro. Persone sfinite nei bagni e piastrelle d'acciaio che decidono di riprenderle alla vita lasciandone qualcuna alla morte. Assenza Presenza Atonia ...sai, lo abbiamo perso per un’ emorragia interna o soffocato dal proprio vomito. Storie con lei e per le quali non insisto molto sui dettagli …non mi faccio raccontare particolari che so potrebbero sconvolgermi per sempre. Allora lei sorride e si ferma nel racconto, in fondo una pizza quattrostagioni è pur sempre tale. Insomma il medico proprio no, lo avevo immaginato fin da bambino: non fa per me ...diciamo allora che, almeno per me, la lucentezza del pensiero di Krisnamurthi è decisamente preferibile al filo stretto e tagliente del sig. Bisturi che a volte -e fortunatamente- ti strappa via dagli appuntamenti con la signora in Nero.
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